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Professore di architettura al Politecnico di Zurigo dal 1965 fino al pensionamento, nel 1981, Camenzind era conosciuto soprattutto per il suo progetto più celebre, quello dell'Esposizone nazionale del 1964 a Losanna, con la famosa Via svizzera.
Come nel 2002, anche il motto di allora era: «Tutto deve scomparire dopo la manifestazione!». Per cui gli intenti di Camenzind non furono molto diversi da quelle di Nelly Wenger, la direttrice di Expo.02, 38 anni dopo. «Un'esposizione dev'essere effimera, dev'essere come un sogno», sosteneva già allora l'architetto ticinese.
Ticino e a Ginevra
A Ginevra, Alberto Camenzind ha realizzato due notevoli progetti: il Centro internazionale di conferenze CICG, tra il 1969 e il 73, in collaborazione con André HGaillard. E, soprattutto, l'edificio del Bureau international du travail BIT, dal 1965 al 1975, insieme a Eugène Beaudoin e Pier Luigi Nervi. All'epora, il BIT era considerato il più grande edificio di questo genere in Svizzera.
Nel canton Ticino, Camenzind ha costruito il ginnasio di Bellinzona, la scuola elementare Lambertenghi a Lugano, gli studi della Radio della Svizzera italiana e il Quartiere Maghetti, un complesso commerciale nel centro di Lugano.
In un omaggio sulle colonne del quotidiano ticinese Giornale del Popolo, il celebre architetto Mario Botta definisce Alberto Camenzind un pioniere dell’architettura moderna e un riferimento per l’italianità, con una funzione di mediatore tra cultura nordica e quella mediterranea.
swissinfo e agenzie
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